Dimmi quale inferno vuoi .
Camminando lungo le strade del tempo
ho incontrato la vita , ho incontrato un pastore ,
col suo gregge pascola le sue vaghe fantasie ;
egli senza meta si dirige nel regno del declino .
Il quel tempo per lui malato l’amarezza gli trasmise la paura
gli trasmise la speranza del lodevole canto - la poesia -
come un giocoliere nel circo oggi giostra i suoi cavalli ,
come chi smarrito ha perduto il sonno .
Ho incontrato un amore !
Affievolito si permise di appassire ;
breve fu il suo esteso ,la nostra storia derise ...
ad accogliere con se l’amato , quello da tempo attese .
Oh tu bocca che parli, favelli gli eccelsi raggi!
Tu che sussurri nell’oscurità feconda duoli il pianto ...
sei maschera di marmo annerisci di livore il suo mento
la pietà dell'essere donna , specie rara enigma delle vergini .
Dimmi quale inferno vuoi?
Quale sembianze vuoi mostrare a chi ti dette amore ?
Quando mi vedrai morire sarà fine nei silenzi ;
per te un corpo è come il rame ...
E vorrei avere occhi di falco volteggiare nell‘eterno spazio
come i gabbiani sul mare emigrare sulla terra dell'amore ,
offrirti l’ aquila reale il rapace falco ...
varcare con te le pianure della noia.
Vorrei offrirti i frutti della consolazione
con spensieratezza tra gli scogli , sul mare …
tra la solitudine della gelosia ...
tra nebbie e le tempeste raggiungerti ove la terra frana.
Ma tu dimmelo ! Quale inferno vuoi?
Quale fantasma ti può fare compagnia ...
si fa avaro il tuo oro ,il meriggio tempestoso dei vulcani ,
lì ti porti nel mio vortice passionale ove abbracci l'infinito .
Dimmelo non esitare non farmi ansimare !
Tu l'uragano senza vento , il ciglio di un occhio languido ,
la bufera imprigioni , sei la tempesta della sera ;
il mattino quando mi sveglio dopo il sogno .
E dall’estremo limite guardo la mia terra !
Nella vena della fonte sospiri attingo ,
al cadere di una lacrima mi lascio gemere ...
mi acceco con fiamme di candele.
GIOVANNI MAFFEO Poetanarratore .
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