Utopia .
Sono bucate le mie mani
da esse traggo chiodi antichi ,
traggo la ruggine del buio luogo ;
un progetto che varca l’infinito .
Ne traggo gli inutili ideali !
E con occhiali scuri mi do arie
riverbero i piccoli mattoni ,
ad uno ad uno mi eleggo cavaliere .
Sono io il potere!
Il parassita nel grande vaso ,
faccio lo spergiuro ,
con la mia faccia mi reprimo.
Utopia !
Ansia che si spreca nella fobica logica …
la piacevole tregua della grande attesa;
Apre l’inerzia a d’uno spazio temporale .
E respiro la buona illusione !
La mia anima fa’ la ruffiana ,
È pregna di spasmi senza valori ,
di voleri ne è piena l’aria .
E acceco il sopravvissuto ,il volere alloggio !
L’ipotetico valore d’un corteggio ,
unico plagio di un cuore indomito ...
acceco la mia forza bruta il nulla amo .
Utopia !
L’irraggiungibile eccezione ,
ove la femmina corona la sua fede,
conia una semplice moneta:
a caro prezzo vende la sua figura.
Giovanni Maffeo Poetanarratore
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